Toscana: Foibe; Sinistra Civica Ecologista, “sconcertante la scelta di invitare Bocchino al ‘Giorno del Ricordo’. Un’offesa alla memoria e ai valori della Toscana antifascista”

Nel pomeriggio  Sinistra Civica Ecologista aveva diffuso il seguente comunato:

“Il Consiglio regionale della Toscana ha scelto di affidare la commemorazione del Giorno del Ricordo a Italo Bocchino, direttore del Secolo d’Italia e figura da sempre collocata su posizioni apertamente ostili all’antifascismo e ai valori della Resistenza. Si tratta di una scelta profondamente sbagliata e offensiva verso la nostra storia. Per onorare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata si potevano percorrere molte strade. Si poteva invitare una storica o uno storico di chiara fama, affidare una lectio magistralis a chi ha dedicato anni di studio alla complessa vicenda del confine orientale, provare insomma non a dividere ma a spiegare. Si è scelta la strada peggiore, quella di trasformare una seduta solenne in un talk show con un giornalista-politico che ha fatto del disprezzo verso il 25 aprile una cifra distintiva del proprio impegno pubblico. Una figura che, lo ricordiamo, ha definito l’antifascismo ‘il male di questo tempo’. La Regione Toscana in questi anni ha lavorato a fondo sul Giorno del Ricordo, sia promuovendo viaggi al confine orientale con gli studenti sia organizzando scuole estive e momenti di studio. Il Giorno del Ricordo non può diventare terreno di competizione ideologica. Non può trasformarsi in un’occasione per legittimare letture strumentali della storia o per mettere in discussione i fondamenti antifascisti della nostra democrazia. La memoria delle vittime merita rispetto e rigore, non un uso politico che rischia di snaturarne il senso profondo. Ci aspettiamo che le consigliere e i consiglieri che si riconoscono nei valori della Costituzione riflettano sull’opportunità di partecipare a una seduta che rischia di allontanarsi dal significato autentico della ricorrenza. La Toscana non può permettersi passi indietro sulla difesa della propria storia democratica. L’antifascismo non è una questione di parte, è il fondamento della nostra convivenza civile”.