Toscana : Garante infanzia; Camilla Bianchi, “bambine e bambini non sono categoria minoritaria ma eroi silenziosi”

di Federica Cioni

“Dobbiamo ascoltarli. La loro voce è necessaria. Non sono solo oggetto di tutela, ma soggetti di diritto”. Camilla Bianchi, Garante toscana per l’infanzia e l’adolescenza, ha celebrato la Giornata universale per i diritti delle bambine e dei bambini e la Convenzione internazionale del 1989 lanciando un appello forte: “L’emergenza sanitaria, pur nella sua profonda drammaticità, può segnare un punto di svolta importante per il recupero di un maggiore esercizio di responsabilità che assicuri e garantisca in modo adeguato e sostanziale i diritti di tutti e dunque anche dei più piccoli e vulnerabili, in termini oggettivi e duraturi”. “Solo per questa via si può contribuire alla costruzione di un mondo migliore e di un futuro per le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi, senza distinzione alcuna”. “La Convenzione stessa ci richiama a questo ineludibile esercizio di responsabilità – ha continuato la Garante – . Una responsabilità che involge la società tutta, nelle sue articolazioni istituzionali pubbliche ed in quelle private, affinché sia garantito in maniera sostanziale il riconoscimento della dignità delle persone di minore età, del loro superiore interesse, la salvaguardia ed il sostegno alla loro crescita, al loro benessere, al loro sviluppo ed al loro ascolto”.  E nel celebrare la Giornata internazionale, prima ancora di ricordare gli impegni a promuovere in tutto il mondo il diritto di bambine e bambini a crescere sani, ricevere un’educazione e sentirsi protetti, Bianchi  ha rivolto un pensiero proprio a loro, ringraziandoli e definendoli “eroi silenziosi in questa epoca inedita”. “Loro che sono stati privati degli abbracci, della scuola, degli amici, del gioco, della libertà di poter vivere pienamente se stessi. Pur giovani, piccoli ed indifesi ci attestano nel loro silenzio, forza, coraggio e speranza”. Nell’affrontare il presente ma soprattutto nella ricostruzione del domani, Bianchi ha esortato a “ripartire anche da loro, ponendoli al centro degli interessi reali e delle azioni della comunità”. “È necessario dare loro voce, non relegarli ad una categoria minoritaria. Sono persone portatrici di risorse ed opportunità vitali e necessarie ad una società intera”. Le diverse articolazioni istituzionali pubbliche e private hanno la responsabilità di “garantire in maniera sostanziale il riconoscimento della dignità delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, del loro superiore interesse, la salvaguardia ed il sostegno alla loro crescita, al loro benessere, al loro sviluppo ed al loro ascolto”. “Solo così – ha concluso – si può avvalorare il senso autentico della nostra democrazia e crescere cittadine e cittadini di una società che voglia dirsi pienamente civile, inclusiva e democratica”.