Siena: elezioni comunali ; lista ‘Destinazione Terzo Polo” e ‘lista De Mossi’ a sostegno di Castagnini candidato sindaco  propongono di “superare la barriera dell’Isee e aumentare l’offerta di asili nido”

Superare la barriera dell’Isee e aumentare l’offerta di asili nido a Siena.David Chiti, capolista di Destinazione Terzo Polo, e Francesco Giusti, Lista De Mossi, entrambe a sostegno del candidato sindaco Massimo Castagnini avanzano alcune proposte per offrire soluzioni alle necessità delle famiglie, in particolare di quelle con figli piccoli. “La Regione Toscana concede l’asilo nido gratuito a una parte della popolazione, a chi ha un Isee inferiore a 35mila euro – dicono i due candidati -. Ma la maggior parte delle coppie non può rientrare in questi parametri. Basta avere una casa di proprietà, due stipendi e un solo figlio e sono fuori. Occorre quindi rivedere le graduatorie comunali, andando oltre le fasce Isee, eccessivamente restrittive, con l’impiego del quoziente familiare, un sistema che stabilisce le aliquote di imposta in base al numero e alla condizione dei componenti del nucleo familiare”.  “A Siena sono circa un’ottantina le famiglie che, davanti a una reale necessità, rimangono tagliate fuori dal contributo – continuano -. Dovremmo seguire l’esempio di alcuni Comuni lombardi che hanno avviato una sperimentazione con l’Università di Verona per superare la questione Isee. Occorre riconoscere che questo indicatore non è più adeguato e molte persone che rientrerebbero a pieno titolo nei parametri stabiliti, in realtà rimangono fuori”.  Poi c’è la questione, importantissima e di più vasto raggio, dell’offerta di asili nido comunali sul territorio di Siena.  Un altro aspetto riguarda l’orario di apertura degli asili nido e delle scuole per l’infanzia, che dovrebbe essere prorogato almeno fino alle 18. Una questione da approfondire da un punto di vista contrattuale del personale, ma che potrebbe anche trovare risposta nell’utilizzo di cooperative specializzate.Decisivo è anche il tema del welfare aziendale. “Esistono alcune realtà – dicono Chiti e Giusti – che hanno al loro interno delle strutture welfare, mentre altre no. Il Comune può fare la sua parte anche in questi casi, aiutando con i cambi di destinazione d’uso dei locali, l’Imu ridotta con la gestione esterna di cooperative o associazioni, o tagliando la Tari, aiutando con i lavori di restauro, inserendo la struttura in una comunità energetica. Non è necessario che sia il Comune a rispondere da solo a tutte le problematiche, pensiamo più a un piano di sussidiarietà”. “Quello che è sicuro è che la stragrande maggioranza delle famiglie chiede questo servizio ed è disposta a investire soldi per i tre anni di asilo dei figli. Abbiamo visto anche come sono stati accolti i prolungamenti delle attività estive ed invernali, quando le scuole erano chiuse per le vacanze, ma i genitori continuavano a lavorare. Anche qui serve valorizzare e dare continuità a interventi già fatti in passato. Il Comune può intervenire mettendo le strutture, non soldi. Dalla Scandinavia e da alcune realtà del Nord Italia possiamo prendere spunto da alcune idee già sperimentate anche per combattere la denatalità. Come destinare mille euro all’anno alle famiglie che si impegnano a restare a Siena per almeno dieci anni e hanno almeno un figlio. Il discorso della leva fiscale può essere applicato a vari aspetti della vita cittadina  insieme ad altri riconoscimenti simili per i cittadini che offrono i loro servigi in strutture pubbliche di vario tipo. Si può fare molto anche solo promuovendo e valorizzando iniziative già esistenti” concludono Chiti e Giusti.